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La pagina è realizzata con lo scopo di promuovere l'interesse per la scienza: gli articoli citati e i comunicati sono redatti dal CNR che li pubblica sul proprio sito.  Il sito del CNR  ha questo indirizzo: http://www.cnr.it/sitocnr/home.html

 

 

COMUNICATI:

"Comunicatori" satellitari crescono

Incendi: prevenire è meglio che spegnere

Accordo CRA-CNR per progetti strategici di ricerca

Nel portafoglio di "Attila" i brevetti del Lazio

Mettiamo l'Accent sull'inquinamento

 

"Comunicatori" satellitari crescono

Dal 27 al 31 agosto la  scuola estiva internazionale SatNEx, organizzata dall’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione “Alessandro Faedo” del Cnr, preparerà giovani laureati sui più importanti aspetti di questo settore cardine delle Tlc

Per il secondo anno Pisa torna a essere la capitale europea delle comunicazioni satellitari. Su iniziativa dell’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione “Alessandro Faedo” (Isti) del Consiglio nazionale delle ricerche, dal 27 al 31 agosto, giovani ricercatori, dottorandi, ed ingegneri provenienti da tutti i paesi dell’Europa (ma anche da India, Corea, e Pakistan) si ritroveranno nell’area di ricerca del Cnr di Pisa per partecipare alla scuola estiva internazionale di ‘comunicatori’ satellitari. Organizzata dal progetto SatNEx (International SatNEx Summer School), ha l’obiettivo di sviluppare la ricerca d’avanguardia e trasmettere conoscenza sui più importanti aspetti delle telecomunicazioni via satellite, favorendo così la creazione di una nuova generazione di ricercatori in un settore cardine delle comunicazioni.

Il progetto SatNEx (Satellite Network of Excellence), coordinato dall’Istituto di comunicazione e navigazione del Centro aerospaziale tedesco (Dlr) e finanziato dalla Comunità Europea, riunisce 24 partner (Università ed Enti di ricerca di Austria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Ungheria, e Olanda) impegnati in attività di ricerca “eccellente” nel settore.

La scuola, giunta quest’anno alla terza edizione, è stata istituita nell’ambito del VI Programma Quadro dell’Unione Europea per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, e si caratterizza per l’alta qualità scientifica e per l’essere assolutamente gratuita: per aderire è sufficiente compilare (entro il 30 luglio) il modulo online disponibile sul sito www.satnex.org.

“Il principale obiettivo di SatNEx – osserva Erina Ferro, responsabile del Wireless Network Laboratory dell’Isti-Cnr e della scuola estiva – è rimediare alla frammentazione della ricerca in un settore chiave delle comunicazioni, unendo le forze di tutti i paesi aderenti, nell’ottica di una collaborazione a lungo termine. La rete SatNEx può essere considerata un incubatore strategico per lo sviluppo di nuove idee che dovranno necessariamente trovare uno sbocco industriale: il satellite, del resto, è destinato a diventare uno dei tanti canali di comunicazione, il cui utilizzo, da parte dell’utente finale, sarà del tutto trasparente ed invisibile”.

La scuola SatNEx durerà cinque giorni. Rispetto alle scorse edizioni il programma sarà ancor più specifico: ogni giorno sarà approfondita una singola tematica; al termine di ogni sessione giornaliera i soli studenti di dottorato potranno affrontare un test che garantirà l’acquisizione di un credito formativo valido a livello europeo per il dottorato di ricerca.

Tutte le informazioni relative alla scuola (programma dettagliato, modulo di iscrizione, ecc.) sono reperibili sul sito del progetto, (www.satnex.org), cliccando su “Summer School” e poi alle relative voci.

 

Roma, 27 luglio 2007

Cosa: International SatNEx Summer School.

Chi: Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione “Alessandro Faedo” (Isti) del Cnr, Pisa

Dove: Pisa, Area della ricerca del Cnr, Via Moruzzi,1

Quando: 27 – 31 agosto

Info: Erina Ferro, responsabile del Wireless Network Laboratory dell’Isti-Cnr di Pisa e della scuola SatNEx (erina.ferro@isti.cnr.it). Segreteria della scuola: Daniela Falconetti (daniela.falconetti@isti.cnr.it); telefono: 050/315336

tratto da: http://www.stampa.cnr.it/documenti/comunicati/italiano/2007/Luglio/115_LUG_2007.HTM

 

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Incendi: prevenire è meglio che spegnere

 

Le tecniche satellitari possono consentire il controllo del territorio ogni 15 minuti. Il rogo di Peschici poteva essere individuato con 30 minuti di anticipo. A dirlo è Valerio Tramutoli, dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Cnr di Potenza

 

Possono le moderne tecnologie satellitari aiutare a prevenire gli incendi? Sicuramente non consentono di leggere nella mente di coloro che per varie ragioni li appiccano, scegliendo spesso i luoghi impervi e più difficilmente raggiungibili e le giornate secche e ventose, in modo da produrre il massimo danno nel più breve tempo. Purtroppo è quasi esclusivamente a queste azioni criminali che si devono i fuochi che caratterizzano le stagioni degli incendi in Italia (principalmente in inverno-primavera al Nord, durante l’estate al Centro-Sud) e i drammatici eventi che si sono ripetuti anche negli ultimi giorni.

“Se non ad impedire che il fuoco venga appiccato”, dice Valerio Tramutoli, ricercatore dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Consiglio nazionale delle ricerche di Potenza e dell’Università della Basilicata, “le moderne tecnologie satellitari potrebbero però aiutare a fornire un allarme tempestivo che consenta di attivare la macchina operativa dell’anti-incendio boschivo (Aib) più rapidamente e prima che l’incendio assuma dimensioni tali da renderlo non più controllabile”.

“Con un approccio che noi chiamiamo RST differenziale (RST, Tecniche Satellitari Robuste), sarebbe, per esempio, stato possibile individuare i principi di incendio a Peschici con un preavviso di più di mezz’ora rispetto al primo avvistamento”, afferma Tramutoli. “Questo tempo potrebbe, in certi casi, fare la differenza tra un incendio ancora controllabile ed uno che va fuori controllo”.

In Italia gli incendi vengono denunciati con tecniche tradizionali di osservazione (avvistamento da postazioni fisse, da aereo, più spesso da privati cittadini), mediamente entro le prime due ore, più spesso entro un’ora dal momento, stimato, del loro inizio. Accelerare i tempi significa contribuire a limitare i danni.

“Il nuovo satellite meteorologico MSG (Meteosat Second Generation), messo in orbita da Eumetsat nel 2004 (quello le cui immagini vengono proposte in televisione per commentare le previsioni del tempo)”, spiega il ricercatore, “è stato ulteriormente arricchito, rispetto ai satelliti Meteosat che hanno operato nei due decenni precedenti, della possibilità di fornire una immagine ogni 15 minuti del nostro emisfero terrestre e di effettuare osservazioni nel MIR (Medio InfraRosso), nella regione spettrale ove più forte è il segnale emesso dagli incendi boschivi”.

Presso l’Imaa-Cnr, diretto dal prof. Vincenzo Cuomo, in collaborazione con il LADSAT (Laboratorio per l’Analisi dei Dati Satellitari), diretto dal prof. Valerio Tramutoli, Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente (DIFA) dell’Università della Basilicata,  sono state messe a punto Tecniche Satellitari Robuste per l’analisi dei dati MSG, che mirano proprio ad individuare incendi di piccole dimensioni (fino a quelle di un tavolo da ping-pong) sull’intero territorio nazionale nell’arco di soli 15 minuti tra una osservazione e l’altra. 

Un primo studio di fattibilità ha dimostrato come MSG sia in grado di fornire (a dispetto dei suoi oltre 36.000 km di distanza dalla Terra) un segnale apprezzabile anche a fronte di incendi di piccolissime dimensioni. Tali metodologie sono ora in fase di ulteriore sviluppo e validazione nell’ambito del Progetto AVVISA (AVVistamento Incendi da SAtellite)  che, sotto la responsabilità scientifica del prof. Tramutoli, vede la collaborazione dei ricercatori dell’Imaa-Cnr (coordinati dal Dr. Nicola Pergola), dell’Università della Basilicata (DIFA-LADSAT) e dell’Università di Milano Bicocca (Dipartimento di  Scienze dell’Ambiente e del Territorio) con le strutture, di ricerca e operative, della  Regione Lombardia (DG Protezione Civile, IReR e ERSAF).

“Le sperimentazioni in corso, in collaborazione con la Regione Lombardia (alle quali se ne affiancheranno presto altre in Campania e Basilicata), sono rivolte appunto a superare il problema dei cosiddetti falsi allarmi, cioè di quelle situazioni per cui al satellite arriva un segnale che per intensità può essere confuso con un incendio ma che è invece dovuto ad altri fenomeni termici e non-termici non riferibili ad incendi boschivi. Il primo anno di sperimentazione, nell’ambito del Progetto AVVISA,  ha già permesso di affinare ulteriormente le tecniche satellitari fino a ridurre praticamente a zero i falsi allarmi”, conclude Tramutoli.

Solo al termine del Progetto AVVISA (fine 2008) si potrà essere in grado però di avere un quadro affidabile, perché fondato su un periodo sufficientemente lungo di osservazioni, del contributo effettivo che tali metodologie (che hanno tra l’altro il pregio di avere costi bassissimi e sostenibilità nel tempo garantita da missioni satellitari la cui continuità è garantita per almeno ulteriori venti anni) potranno dare alla lotta agli incendi boschivi in Italia.

 

Roma, 26 luglio 2007

 

La scheda

Chi: Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Cnr, Potenza

Che cosa: nuove metodologie satellitari per il rilevamento degli incendi

Per informazioni: Valerio Tramutoli, Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Cnr, Potenza, tel. 329.3178385, e-mail: valerio.tramutoli@unibas.it

tratto da: http://www.stampa.cnr.it/documenti/comunicati/italiano/2007/Luglio/114_LUG_2007.HTM

 

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ACCORDO CRA-CNR PER PROGETTI STRATEGICI DI RICERCA

Il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno sottoscritto un Accordo Quadro per rendere sistematica la collaborazione per la definizione degli obiettivi strategici di programma, la partecipazione a progetti di ricerca nazionali, europei e internazionali, l’elaborazione ed attuazione di Programmi di ricerca nelle Scienze Agrarie e nel settore agricolo, agroindustriale, forestale e ambientale.

 

Il CNR ed il CRA  - hanno sottolineato  i due Presidenti, rispettivamente  Prof. Fabio Pistella e Prof. Romulado Coviello, - avvieranno programmi di interesse comune - anche attraverso l’utilizzo congiunto e integrato di risorse strumentali, umane e finanziarie, nonché delle sedi - diretti a:

l        agevolare la cooperazione scientifica tra Istituti del CNR e Centri e Unità di ricerca del CRA coinvolti in attività di ricerca nel settore agrario, agroalimentare, forestale e ambientale

 

l        sviluppare modalità migliorative per valorizzare, di comune intesa, i risultati tecnico-scientifici delle ricerche svolte dalle rispettive strutture ed aumentarne le possibilità di trasferimento al mondo produttivo e di utilizzo sociale.

 

Il CRA e il CNR considereranno linea prioritaria la partecipazione congiunta ad accordi per la costituzione di strutture di ricerca e partenariato con altre istituzioni d'intesa con le Regioni.

La cooperazione tra gli Enti e la gestione operativa delle azioni sarà affidata ad un Comitato di Gestione costituito da due delegati del Presidente del CNR e da due delegati del Presidente del CRA e un Presidente del Comitato nominato congiuntamente dal Presidente del CNR e dal Presidente del CRA.

Al Comitato sarà affidato il compito di indicare obiettivi strategici condivisi da inserire tra le priorità di ciascun Ente, selezionare settori specifici di intervento, elaborare programmi comuni per ciascun settore; predisporre Convenzioni operative e programmi congiunti di  investimenti in infrastrutture, grandi attrezzature e impianti, in base alle specifiche disponibilità. I due Istituti si sono impegnati a valutare possibili percorsi di integrazione stabile tra le proprie strutture.

tratto da: http://www.stampa.cnr.it/documenti/comunicati/italiano/2007/Luglio/113_LUG_2007.HTM

 

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Nel portafoglio di "Attila" i brevetti del Lazio

In testa il Biomedicale con il 35%, seguito dalle Tecnologie per la comunicazione, con il 17% e dall’Agroalimentare/ambiente che rappresenta il 14%. Sono alcuni risultati del progetto per il trasferimento dell’innovazione alle PMI.

Biotecnologie e Telecomunicazioni sono i settori di punta della ricerca nel Lazio. E’ quanto emerge dall’attività di scouting svolta da ‘Attila’, progetto per il trasferimento della ricerca e della innovazione alle imprese, i cui risultati sono stati presentati presso il Consiglio nazionale delle ricerche. L’attività di Attila - finanziata dall’Assessorato all’Istruzione, Diritto allo studio e Formazione della Regione Lazio mediante la Sovvenzione globale sulla nascita e lo sviluppo dell’impresa, gestito da Europrogetti &Finanza, e realizzata da Fondazione Rosselli, CNR e LUISS Guido Carli - ha interessato le principali Università e le strutture dei più importanti enti pubblici di ricerca nel Lazio, nonché alcune imprese industriali del Gruppo Finmeccanica.

Il portafoglio di risultati individuato risulta costituito da 29 tecnologie e 43 brevetti, raggruppati in 4 macro aree di tipo trasversale: Biotecnologie, Telecomunicazioni, Materiali Avanzati e Tecnologie Energetiche.

Il settore medico- farmaceutico si attesta con il 35% delle tecnologie/brevetti individuati, seguono le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) con il 17%, l’agroalimentare/ambiente con il 14%, i Dispositivi Biomedicali con il 10%, la ricerca sui Materiali con l’8% e l’Automazione con il 4%.

Ex equo: Beni Culturali, Energia e Sistemi di produzioni, che si posizionano con il 3% di brevetti e tecnologie, così come i settori della Nautica, Sicurezza, e Aerospazio con l’1% nel portafoglio.

I risultati forniscono un’immagine delle specializzazioni settoriali della ricerca nel Lazio, anche se il panorama che ne è scaturito non è esaustivo. Il progetto ‘Attila’ ha interessato numerose realtà di ricerca della regione, quali CNR, ENEA, Università della regione, Istituto Superiore di Sanità, Policlinico Gemelli e Alenia-Telespazio.

Questa fase preliminare del progetto ha messo in evidenza l’esistenza da un lato di tecnologie potenziali, già sviluppate a livello di prototipo, per le quali è prossima la fase dell’industrializzazione e sono necessarie limitate risorse finanziarie; dall’altro, tecnologie potenziali delle quali è stata dimostrata dal Comitato Valutatore, la validità scientifica ma che necessitano di una ulteriore attività di ricerca applicata.

“Con questa azione di sistema, per la quale il mio Assessorato ha messo a disposizione 620 mila euro– ha detto l’Assessore regionale all’Istruzione, Silvia Costa – abbiamo voluto sostenere e potenziare il trasferimento tecnologico e dei brevetti dalle Università e dagli enti di ricerca alle imprese del Lazio. All’attività di scouting seguirà quella di ‘disseminazione’ del portafoglio brevetti e tecnologie mediante seminari presso le realtà imprenditoriali di tutte le Province, anche attraverso l’accordo stipulato con l’Unione province italiane (Upi) del Lazio, al fine di elaborare una metodologia di spin off che sarà alla base della programmazione 2007/2013 del Fondo sociale europeo. Anche a tal fine emerge l’esigenza di individuare la figura del Technology manager, che faciliterà la comunicazione tra ricerca e piccole e medie imprese” ha concluso Silvia Costa.

 

Per Informazioni:

www.progettoattila.it

Dott.ssa Daniela Delli Noci

Uff. stampa Ass. Istruzione Regione Lazio

Tel. 06.51685487

Fax 06.51685777

e-mail: ddellinoci@regione.lazio.it

 

Dott.ssa Sandra Fiore

Ufficio stampa Cnr

Tel. 06.49933789

Fax 06.49933293

e-mail: sandra.fiore@cnr.it

 

Dott.ssa Annalisa Pacini

Responsabile Ufficio Stampa e Marketing

Università LUISS

Tel. 06.85225.284

e-mail: apacini@luiss.it

 

Dott.ssa Giulia Datta

Responsabile Comunicazione

Fondazione Rosselli

Tel.  011.19520115

Fax. 011.19520188

e-mail: giulia.datta@fondazionerosselli.it

visto su: http://www.stampa.cnr.it/documenti/comunicati/italiano/2007/Luglio/112_LUG_2007.HTM

 

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Mettiamo l'Accent sull'inquinamento

Le polveri sottili favoriscono l’insorgere di arteriosclerosi e tumori e l’aumento della mortalità. Eppure l’Ue potrebbe alzare i limiti oltre la soglia indicata dall’Oms. Di queste e altre problematiche relative a cambiamenti climatici e composizione dell’atmosfera si parlerà in un convegno a Urbino, dal 23 al 27 luglio

 

L’esposizione prolungata all’inquinamento può accelerare l’insorgere dell’arteriosclerosi e dell’infarto. Questo è uno dei risultati che saranno esposti al secondo simposio internazionale Accent “I cambiamenti climatici e la variazione della composizione dell’atmosfera”, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche e dal Network Europeo Accent (Atmospheric composition change: the european network of excellence), in collaborazione con  l’Università degli Studi di Urbino, che si terrà dal 23 al 27 luglio a Urbino presso il Palazzo Battiferri.

“Ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 2.5 (polveri di diametro inferiore a 2.5 micron) comporta un incremento del 24% di incidenza di eventi cardiovascolari collegati all’arteriosclerosi e un incremento del 76% di morte per patologie cardiovascolari”, spiega Francesco Forastiere del Dipartimento di Epidemiologia dell’Azienda sanitaria locale di Roma e presidente del Comitato Ambiente e salute della European Respiratory Society,, che illustrerà tali risultati nell’ambito del convegno. “Questo studio condotto negli Usa e pubblicato sul New England Journal of Medicine è confermato da un esperimento che mostra come ratti esposti all’aria di New York sviluppino arteriosclerosi molto più velocemente, e da altri studi epidemiologici condotti in varie parti del mondo. L’American Cancer Society ha analizzato un campione di circa 500.000 adulti dal 1982 al 1998: ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 2.5 è associato ad una maggiore mortalità per tumori del polmone (+6%), malattie cardiovascolari (+9%) e respiratorie (+14%). Uno studio effettuato a Los Angeles riporta un aumento del 17% della mortalità per ogni incremento di 10 μg/m3 di PM 2.5. Studi europei confermano questi dati”.

“Il secondo simposio internazionale Accent, che ospita i massimi esperti mondiali in materia,  è proprio dedicato alle cause dei mutamenti nella composizione dell'atmosfera e alla comprensione del loro impatto su clima, qualità dell'aria, ecosistemi e salute umana, al fine di promuovere una comune strategia europea”, spiega Sandro Fuzzi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac-Cnr) di Bologna, e coordinatore del network Accent, istituito dalla Commissione Europea allo scopo di rafforzare l’eccellenza della ricerca nel settore ambientale e ridurre la frammentazione tra i progetti nazionali. Il convegno – al portale http://www.accent-network.org/ - prevede un programma di dibattiti scientifici e incontri serali divulgativi sulle problematiche trattate e sui risultati delle ricerche e verrà introdotto da Vilberto Stocchi, pro-rettore alla ricerca dell’Università di Urbino, Giuseppe Cavarretta, direttore del Dipartimento Terra e ambiente del Cnr, Franco Prodi, direttore dell’Isac-Cnr, Elizabeth Lipiatou, capo dell’Unità clima e ambiente della Commissione europea.

Ma cosa prevedono le norme sull’inquinamento? “Per PM 2.5 e PM 10 è stata indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità un valore guida rispettivamente di 10 e 20 μg/m3. Per dare un’idea, le grandi città italiane hanno valori intorno ai 40-45 μg/m3 per il PM 2.5 e 225-230 per il PM 10”, conclude Forastiere. “Il paradosso è che a fronte delle raccomandazioni dell’Oms verrà votata a breve dal Parlamento europeo la proposta di una nuova legislazione volta a portare il limite per PM 2.5 a una concentrazione di 25 μg/m3 e per PM 10 a 40 μg/m3. Valori decisamente troppo elevati: secondo la European Respiratory Society, l’approvazione di questa nuova direttiva europea costituisce un grave passo indietro nella politica ambientale della Ue”.

 

Roma, 20 luglio 2007

 

La scheda

Che cosa: secondo simposio del Network Accent su “I cambiamenti climatici e la variazione della composizione dell’atmosfera”

Chi: Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna

Dove: Università degli Studi di Urbino, Nuovo Magistero, via Saffi, 15

Quando: dal 23 al 27 luglio 2007

Per informazioni: Sandro Fuzzi, Isac-Cnr, tel. 051/6399559, e-mail: s.fuzzi@isac.cnr. it

visto su: http://www.stampa.cnr.it/documenti/comunicati/italiano/2007/Luglio/111_LUG_2007.HTM

 

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