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U iocu di bbrigghia

 

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U iocu di bbrigghia (birilli di legno) –  Si cercava una spianata in terra battuta e lì si parava un bbrigghiu - u rre dî bbrìgghia (un birillo con cerchietto intagliato ad alcuni centimetri dalla cima) - mettendoci sopra la posta - varie monete metalliche sovrapposte: poi si fissava la stacca (segnata con una grossa pietra che veniva usata come punto di riferimento per il gioco) a circa quindici o venti passi di distanza. Si faceva la tocca e, nell'ordine che essa stabiliva, ciascuno lanciava il proprio bbrigghiu dal rre alla stacca per stabilire il turno di gioco (chi si piazzava più vicino al rre era il primo, e così via). 

 

Secondo questo turno  ciascun giocatore lanciava poi il suo bbrigghiu contro u rre, cercando di colpirlo in modo da farlo cadere e spargere le monete sul terreno. Vinceva la posta chi riusciva a piazzare il proprio birillo in modo che le monete fossero più vicine ad esso che al rre dî bbrìgghia. Si continuava a lanciare a turno i birilli sia per far cadere u rre sia per piazzarsi più vicino alle monete: per questo si cercava di colpire u rre caduto per allontanarlo dalle monete o di colpire gli altri birilli per allontanarli dalla posta e avvicinarsi ad essa con il proprio bbrigghiu.

 

I brigghia venivano tolti dal terreno uno per volta soltanto quando toccava il turno di lancio al giocatore cui apparteneva il birillo.  La strategia di gioco prevedeva che i tiri di ripresa potevano essere fatti, su richiesta di chi seguiva nel turno, da un posto diverso dalla stacca, ma non comunque più lontano da essa: ciò per ostacolare il tiro del giocatore che veniva costretto a lanciare da una posizione resa sfavorevole dalla collocazione sul terreno degli altri bbrigghia.

 

A volte si vinceva, più che per la propria bravura, pergli errori degli altri che, colpendo i birilli a terra, potevano allontanare u rre favorendo un brigghiu che inaspettatamente per un corpu di culu (corpo di fortuna) si veniva così a trovare più vicino alle monete, cioè in posizione di vincita.

 

Questa azione veniva detta “sparigghiari i bbrigghia”, perché metteva tutte le strategie in discussione, donde si dice “sparighhia bbrigghia"  a chi mette tutto sottosopra, crea confusione, non rispetta le regole stabilite… insomma il solito e classico “spariglia carte”. Le immagini sono state riprese molte anni fa all’entrata di Nasidi in località Costi u corvu. Nelle foto si riconoscono vari nostri concittadini: Buzzanca, Collorafi, Gregorio, Michelino e Tindaro Cottone, ... Alcuni di essi, purtroppo, non sono più tra noi.

 

( il testo è stato integrato con le informazioni fornite dal prof. Tindaro Gatani, che si ringrazia)