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A carcara, ovvero la fornace per la calcinazione

 

Tra Ottocento e Novecento a Librizzi c'erano delle fornaci: si produceva calce nera sul torrente Ronco, sotto Cavallazzo, e calce bianca in localitą San Pancrazio. Le fornaci consentivano di cuocere il calcare, portandolo ad una temperatura elevata, ma inferiore a quella del punto di fusione, per liberare tutte le sostanze volatili. Il processo č detto di calcinazione e, nel nostro caso, serve a produrre la calce. Nelle fornaci, in genere, si bruciava la legna per produrre il calore. In quella di Nino Gatani, a Colla, si riutilizzava invece il coke gią sfruttato dalle ferrovie. Di solito, il calcare si estraeva da una cava vicina alla fornace. A Librizzi c'erano fornaci a Santa Venera sul torrente Ronco, A Colla Maffone, all'ingresso della strada per Prestoleo, a San Pancrazio - ingresso della strada per Marurą - sul monte Cirannuli, dietro il paese... La fornace di San Pancrazio fu attiva fino agli anni Cinquanta gestita da Giuseppe Cafarelli e, prima ancora, da suo padre Damiano.

la signora Maria Cafarelli vedova Mosč  il luogo dove c'era a carcara di cafarelli, all'imbocco della strada per marurą  Maria Cafarelli ved. Mosč a carcara di Santa Venera di Tinnuru u iancu a carcara di Nino Gatani: vi lavorava Santo Cappadona all'ingresso della strada per Prestoleo c'era una carcara che apparteneva ai Ruffo anche nella pineta, in localitą Monte Cirannuli, c'era a carcara e apparteneva alla signora Arlotta sulla montagna di fronte alla piazza, in localitą Isola in comune di Montagnareale, c'era un'altra carcara che produceva calce nera  

sopra: la signora Maria Cafarelli e la costruzione attualmente adibita a forno, dove invece, un tempo, c'era  a carcara di San Pancrazio; la sede della carcara sul Torrente Ronco con accanto la cava; a carcara di Colla Maffone, nelle vicinanze del panificio La Spada: apparteneva a Nino Gatani e vi lavorņ Santo Cappadona. Invece che la legna utilizzava il coke per alimentare la fornace. La localitą, all'imbocco della strada per Prestoleo, dove c'era a carcara dei Ruffo; particolare della pineta di Monte Cirannuli, dove c'era a carcara della signora Arlotta; la localitą Isola nel comune di Montagnareale, dove c'era una carcara che produceva la calce nera ed č ancora evidente la roccia da cui si estraeva la materia prima.

e poi c'era u canalaru

e questa era la vasca dalla quale u canalaru attingeva l'acqua che gli era necessaria

A Maffuni si lavorava e si cuoceva l'argilla. La fornace era dei Ruffo e vi lavorava don Carmelo. Si producevano tegole, chiudende (cciappi) per i forni, mattoni per l'edificazione di forni a legna, truogoli in creta per le galline, e, su ordinazione, brocche.

Le fornaci dei Ruffo (quella all'ingresso della strada per Prestoleo destinata alla produzione di calce e quella di Maffuni di cui abbiamo detto sopra) erano utilizzate prima di tutto per soddisfare i bisogni della propria azienda.

Per le informazioni ringrazio Antonio Cappadona, Santo Cappadona, Maria Cafarelli ved. Mosč e la figlia Antonina Mosč, Tindaro Falliano